L’uomo non è libero nella misura in cui non dipende da nulla o da nessuno: è libero nell’esatta misura in cui dipende da ciò che ama, ed è prigioniero nell’esatta misura in cui dipende da ciò che non può amare. Così il problema della libertà non si pon in termini di indipendenza, ma in termini di amore. La potenza del nostro attaccamento determina la nostra capacità di libertà. Per terribile che sia il suo destino, colui che può amare tutto è sempre perfettamente libero, ed è in questo senso che si è parlato della libertà dei santi. All’estremo opposto, coloro che non amano nulla, hanno un bello spezzare catene e fare rivoluzioni: rimangono sempre prigionieri. Tutt’al più arrivano a cambiare schiavitù, come un malato incurabile che si rigira nel suo letto. (p. 109-110)
G. Thibon (via fratur)
Amare è donare quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole.
E non si può amare se non facendosi non aventi, anche se si ha. L’amore come risposta implica il campo del non-avere. Dare ciò che si ha, è la festa, non è l’amore.
Jacques Lacan, Seminario VII (via fratur)
simonacandini:

Are you ready for Halloween? ??? “Double Trouble” will be available soon!! 😈😈😈 #halloween #halloweenart #freaks #simonacandini #simonacandiniart #lowbrowart #popart #popsurrealart #popsurrralism #instaart #artofinstagram #bigeyesart #blackcat #pumpkin

simonacandini:

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Noi siamo pure tra quelli che credono in una letteratura che sia presenza attiva nella storia, in una letteratura come educazione, di grado e qualità, insostituibile. Ed è proprio a quel tipo d’uomo o di donna che noi pensiamo, a quei protagonisti attivi della storia, alle nuove classi dirigenti che si formano nell’azione, a contatto con la pratica delle cose. La letteratura deve rivolgersi a quegli uomini, deve – mentre impara da loro – insegnar loro, servire a loro, e può servire solo in una cosa: aiutandoli a essere sempre più intelligenti, sensibili, moralmente forti. Le cose che la letteratura può ricercare e insegnare sono poche e insostituibili: il modo di guardare il prossimo e a se stessi, di porre in relazione fatti personali e fatti generali, di attribuire valore a piccole cose o grandi, di considerare i propri limiti e vizi e gli altrui, di trovare le proporzioni alla vita, e il posto dell’amore in essa, e la sua forza e il suo ritmo, e il posto della morte, il modo di pensarci o non pensarci; la letteratura può insegnare la durezza, la pietà, la tristezza, l’ironia, l’uomorismo, e tante altre di queste cose necessarie e difficili. Il resto lo si vada ad imparare altrove, dalla scienza, dalla storia, dalla vita, come noi tutti dobbiamo continuamente andare ad impararlo.
Il midollo del leone - Italo Calvino (via slytherinsproud)ttera
eccoci qui, ancora soli. c’è un’inerzia, in tutto questo, una pesantezza, una tristezza…fra poco sarò vecchio. e la sarà finita, una buona volta. gente n’è venuta tanta, in camera mia. tutti han detto qualcosa. mica m’han detto gran che. se ne sono andati. si son fatti vecchi, miserabili e torpidi, ciascuno in un suo cantuccio di mondo.
artisafeeling:

Discord of Analogy
-Michael Cheval

artisafeeling:

Discord of Analogy

-Michael Cheval

«Mi piacerebbe frustarti con la cintura sulle gambe, sul culo, sulle cosce. Vorrei farti tremare e piangere e poi, quando fossi tutta piangente e tremante, te lo sbatterei dentro in un gesto di amore puro.»

Charles Bukowski, A sud di nessun nord

rachelzoe:

Helmut Newton I Catherine Deneuve 

rachelzoe:

Helmut Newton I Catherine Deneuve 

D’altra parte lo sapevamo fin da Dante che l’inferno ha una tendenza urbanistica. L’abbiamo sempre saputo, c’è una mappa dell’inferno, si può fare, ci sono delle strade, c’è una toponomastica, senza dubbio ci sono dei vigili.
Voi direte che anche il paradiso potrebbe avere qualche qualità visionaria di questo tipo ma non è mica vero, nella nostra cultura noi non riusciamo a pensare al paradiso, per il momento, se non come una variante particolarmente luminosa del nulla.
Giorgio Manganelli (via madonnaliberaprofessionista)
È meglio cader preda dei corvi che degli adulatori, perché quelli divorano solo i morti, questi i vivi.
George Bernard Shaw (via chiarettaposts)
simonacandini:

#wip of a new oil version of my #catwoman for An upcoming show at @moderneden in October! I’m very excited to be part of this show! !!There will be so many artists that I love. 😻😸😺😊😄😃💜💛💚💖💗💘💝💞 #simonacandini #simonacandiniart #lowbrowart #popsurrealart #popart #instaart #artofinstagram #bigeyesart #catwoman #modernedengallery

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It’s when you start to dream about good things that you should start to worry.
(via sarahcybins)
L’uomo mediocre non avverte né la grandezza, né la miseria, né l’Essere, né il nulla; non è né estasiato né decaduto: resta sul penultimo gradino della scala, incapace di salire e troppo pigro per scendere. Nei suoi giudizi come nelle sue azioni, sostituisce la convenzione alla realtà, approva ciò che trova posto nel suo casellario, condanna ciò che sfugge alle denominazione e alle categorie che conosce, teme la meraviglia e, non avvicinandosi mai al mistero terribile della vita, evita le montagne e gli abissi lungo i quali essa accompagna i propri amici. L’uomo geniale è superiore a ciò che compie: il suo pensiero è superiore alla sua opera. Il mediocre è inferiore a ciò che compie; la sua opera non è la realizzazione di un’idea, è un lavoro eseguito secondo certe regole. L’uomo di genio lascia sempre incompiuta la sua opera; l’uomo mediocre è pieno della propria, pieno di se stesso, pieno di niente, pieno di vuoto, pieno di vanità. Quest’odioso personaggio sta interamente in queste due parole: freddezza e vanità!
Ernest Hello, "L’uomo" (via anatomiadellamalinconia)
repulsion66:

Dimitris Anastasiou - The Surgery

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Dimitris Anastasiou - The Surgery